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Emozioni, buone o cattive?

Te lo sei mai chiesto?
Quando chiedo: Come stai? Sono pronta a sentirmi dire Bene. Difficile che mi senta dire male, anche se a volte lo preferirei. Perché usiamo con tanta facilità bene e con tanta reticenza male?

Te lo sei mai chiesto?
Quando chiedo: Come stai? Sono pronta a sentirmi dire Bene. Difficile che mi senta dire male, anche se a volte lo preferirei. Perché usiamo con tanta facilità bene e con tanta reticenza male? Beh ovvio, bene è bello, buono, porta benessere, allegria, spensieratezza, energia, vita e ancora di più, se sto bene vuol dire che “sono OK” e chi non darebbe tutto per essere ok. D’altro canto male vuol dire cattivo, malessere, tristezza, fatica, pesantezza, insicurezza, difficoltà, problemi, bassa energia e… possiamo dire non vita? io credo di no. Ma possiamo dire che quando dico male è come dire che “NON sono OK”.
Stiamo per parlare di emozioni e del fatto che tutti abbiamo una smodata attitudine al giudizio, perché quando sto bene, sono ok, va bene e quando sto male, non sto bene, non sono ok e non va bene. In tanti passano la propria vita ad avvicinare e raggiungere ciò che ritengono ok e ad allontanare ciò che ritengono sgradevole, che li fa soffrire e che la cultura dice che è male. Sono disposta ad accogliere con grande gioia ciò che mi soddisfa e poi combatto, allontano e recido ogni parte di me che mi fa male.
Pensate ora al nostro vissuto emotivo come se fosse un corpo, potreste dire che il vostro piede sinistro è brutto e lo amputereste volentieri? No. Il motivo è che sapete perfettamente qual è la funzione del vostro piede sinistro, o della vostra spalla destra. Sto pensando al fatto che tendiamo ad allontanare il più possibile lo sgradevole da noi perché non lo comprendiamo, subito.
Allo stesso modo mi chiedo, è possibile dire che la gioia è un’emozione buona e la rabbia è cattiva?
Per diminuire il giudizio di me e ridurre questa continua scissione e disgregazione fra ciò che accetto e ciò che non accetto di me, ho imparato a chiedermi se funziona. Quando provo rabbia, spesso è perché ho sofferto appena prima, la rabbia mi serve per reagire e combattere, per difendermi e far rispettare i miei valore e la mia identità, quindi emerge questa potente energia che se riconosciuta e seguita mi può portare ad un’azione risolutiva. Certo, se non la riconosco, può altrettanto succedere che reprimo la sua energia e allora non esprimendo la rabbia che provo, rimango arrabbiata e la conseguenza, a lungo andare, è una vita rancorosa, una vita arrabbiata.
Ogni emozione, come ogni componente del nostro mondo può essere giudicata, ma non sempre ci è utile farlo. Chiedetevi se funziona, se risponde ad un bisogno. O non chiedetevi nulla e ascoltate. Nessuno pensa che la notte sia cattiva e il giorno sia buono, fanno parte dello stesso ciclo. Anche noi siamo fatti di tutto quello che proviamo, non c’è qualcosa di buono o qualcosa di male ma c’è la nostra capacità di amarci, comprenderci e imparare dal costante movimento interno, da ciò che la vita dipinge dentro di noi.

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