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Allenare la felicità

Allenarsi significa “scendere in campo” e non stare in tribuna a criticare (noi stessi o gli altri).
“Non si può non comunicare” è la prima legge della comunicazione.
Ognuno di noi è quindi chiamato a scegliere se fare ciò inconsapevolmente o in modo costruttivo per sé e gli altri.
Costruire relazioni positive è direttamente collegato al nostro TFI (tasso di Felicità Interna).
Ma è possibile costruire relazioni senza consapevolezza? Si può diventare consapevoli senza “allenarsi”?

Il concetto di allenabilità ci aiuta a riflettere sul fatto che comunicare in modo costruttivo con sé e con gli altri non è immediato o derivante da un talento innato ma prevede un continuo allenamento.
Ma è possibile costruire relazioni senza consapevolezza? Si può diventare consapevoli senza “allenarsi”?
Alcuni slogan vanno purtroppo ancora molto di moda:
“È il mio carattere”
“Sai ….. sono fatto così”,
“Cosa ci posso fare io se questa cosa mi demoralizza”
“Mi fai andare su tutte le furie”
“Cosa ne puoi sapere tu,
“Non riesco perché non ci sono portato”
E tu?
Quali slogan hai incontrato nella tua vita? Scrivili sul Blog e potremo costruire una bella raccolta insieme…ho già in mente un titolo: “la scusite“!!
Nel tennis tutto è più semplice e chiaro…
Se mi presentassi da un maestro tenendo la racchetta al contrario e lamentandomi del fatto che riesco a colpire pochissime palline in modo efficace, difficilmente non ascolterei i suoi feedback. Non credo proprio che gli risponderei “e no mi spiace io la racchetta non la giro perché sono fatto così …. e poi che ne sai tu della mia storia e dei validissimi motivi che mi fanno tenere la racchetta così!”.
Essere allenabili significa invece decidere di “scendere in campo”, aprirsi all’altro e vedere gli errori come occasioni di apprendimento e di crescita.
E tu che fai?
Ti tieni a distanza dai tuoi errori o da ciò che ti succede ma non ti piace?
Oppure ti stai allenando a metterti in discussione, a imparare dagli errori e a metterti in gioco con intelligenza emotiva?
Oscar Wilde diceva che …

"L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi."

Ricorda che chi decide di “stare in tribuna” nella migliore delle ipotesi fa il tifo ma quasi sempre critica e giudica.
Essere coach di se stessi significa diventare sempre più flessibile nei comportamenti e responsabile dei propri pensieri/atteggiamenti/emozioni.
Operativamente allenabilità significa quindi essere respons-abili (ovvero abili a rispondere dei propri pensieri, emozioni, comportamenti e impegni che abbiamo assunto)
A proposito di impegni….

Qui di seguito ti scrivo alcuni esempi applicabili in ogni contesto lavorativo e non:

  • praticare la puntualità (come forma di rispetto e valorizzazione del lavoro comune)
  • favorire lo spirito di collaborazione (in direzione dell’obiettivo condiviso)
  • monitorare il proprio stato emotivo
  • essere consapevole dei propri pensieri
  • evitare interventi fuorvianti o non essenziali
  • essere trasparente e sincero (con gli altri ma soprattutto con se stessi)
  • ascoltare in modo attivo ed empatico
  • disattivare il proprio orgoglio così da poter ricevere i feedback (come spunti su cui riflettere e come aspetti fondamentali nel processo di crescita)

E tu cosa ne pensi? Quali di questi impegni sono per te faticosi?

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